I miei lavori nascono dall’osservazione delle relazioni che intercorrono tra lo spazio vissuto e gli elementi presenti in esso (siano questi animali, vegetali o minerali). Partendo da un’indagine che vede il corpo come primo elemento di investigazione, mi concentro sulle capacità d’interazione che instauriamo con il mondo più che umano: osservo come queste relazioni siano modellate da dinamiche di potere e come queste dinamiche possano influenzare il senso di appartenenza a un contesto e la nostra comprensione di ciò che circonda. All’interno del mio lavoro cerco di individuare e sovrapporre visioni differenti basate su un pensiero di cura, per aprire a nuove possibilità di ripensare e re-immaginare il nostro ruolo e la nostra posizione nel contesto, creando narrazioni altre parallele a quelle ufficiali.

La mia pratica si muove tra linguaggi visivi e performativi, con un’attenzione particolare al processo e alla ricerca, e una predilezione per la collaborazione vista e vissuta come opportunità di ibridazione e contaminazione.

 

 

My works originate from the observation of the relationships between the lived space and the elements present in it (whether they are animals, vegetables or minerals). Starting from an investigation that sees the body as the first element of investigation, I focus on the ability to interact with the more than human world: I observe how these relationships are shaped by power dynamics and how these dynamics can influence the sense of belonging to a context and our understanding of what surrounds us. Within my work I try to identify and superimpose different visions based on a thought of care, to open new possibilities to rethink and re-imagine our role and our position in the context, creating other narratives parallel to the “official” ones.

My practice moves between visual and performative languages, with particular attention to process and research, and a preference for collaboration seen and experienced as an opportunity for hybridization and contamination.