senza titolo (Biella san Paolo – Torino Porta Nuova)

 

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2015
marmo / marble
35 x 32 x 25cm; 50 x 27 x 18cm; 40 x 33 x 15cm; 47 x 30 x 38cm

 

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Images by Stefano Meloni

Il lavoro nasce dal bisogno di inscrivere all’interno di una forma chiusa e completa il movimento di un viaggio che si è ripetuto sempre uguale nel corso di più anni.

Partendo dalla linea prelevata da una cartina e intrecciandola più volte su se stessa, ho costruito due figure con lo scopo di organizzarle in una forma chiusa e centrica che, in accordo con l’andamento ciclico del viaggio di andata e ritorno, ricostruisse il pendolare del mio corpo da una casa all’altra.

Questo mio tentativo di trovare un centro annodando e costringendo, fallisce due volte: nella costruzione della forma, che resta aperta e imperfetta, e nel tentativo di imporla alla pietra; il lavoro risulta come un gruppo di frammenti di rocce diverse su cui sono incise parti – dettagli – del rosone costruito.

Il disegno, la mappa, abita pelli differenti, che riportano a origini e luoghi diversi che si rivelano nel motivo formato dalla trama della pietra. Restano incisioni superficiali, quasi pezzi di un tracciato preparatorio incompiuto e abbandonato a metà, che scalfiscono appena la superficie senza intaccarne la materia, imponendosi.

 

The work stems from the need to circumscribe within a closed and complete form the movement of a journey repeated over several years, and that in its cyclic form of outbound and return journeys, remains always the same.

Starting from a line drawn from a map of the road between the cities of Biella and Turin, intertwining on itself I constructed two figures with the aim of organizing the ‘commutation’ of my body from one city to the other in a closed, centric form.

This my attempt to identify a centre, knotted and constrained, fails in two ways: in the construction of the form, which remains open and imperfect, and the attempt to impress it in the stone.
The work comes out as a group of fragments of different rocks on which different parts of the construct wheel (rosone) are cut: a series of details, the result of a voluntary act, of an incision, within different fragments, the result of a casual breakage.

Parts of the same design called to comparison with different skins, which lead back to different origins revealed in the motif formed by the warp of the stone.
The remain superficial incisions, almost pieces of a preparatory course, unfinished and abandoned halfway through, which barely scratch the surface without indenting the material that imposes itself.